L’anti-fragilità come antidoto all’incertezza.

Nessuno di noi era pronto agli eventi che ci hanno travolto negli ultimi mesi. È stato come se una pioggia torrenziale avesse colto tutti alla sprovvista, e i pochi che avevano avvistato le nuvole all’orizzonte non ne avevano percepito la reale entità. Come piloti di Formula 1 ci siamo dovuti fermare nel bel mezzo della gara per cambiare le ruote e ricominciare a correre su un percorso diverso da quello per cui c’eravamo preparati. E stiamo facendo tutti del nostro meglio per non sbandare. 

Lo scenario che si apre davanti a noi presenta sfaccettature diverse: c’è chi è uscito di pista, chi ha dovuto rallentare bruscamente per non perdere il controllo e chi in questo imprevisto ha trovato la forza per andare più veloce. 

 

In questa situazione è arrivato il momento di riflettere su un termine rimasto sopito per un po’: anti-fragilità. Il concetto è stato trattato nel 2013 da Nassim Nicholas Taleb nel libro “Antifragile”, in cui l’autore spiega come l’incertezza e il disordine possono diventare opportunità da cui trarre vantaggio. 

 

L’opposto della fragilità non è la solidità. Una cosa robusta non si lascia spostare dalle difficoltà, resta ferma nel suo percorso, prosegue sulla linea retta senza curarsi di quello che accade intorno. Ciò che è anti-fragile invece è flessibile, viene travolto dalla tempesta ma gli resiste, vira ma non si ribalta, cambia la rotta a seconda delle esigenze. 

 

Un’azienda esiste nel mondo, in un ecosistema reale che non resta fisso nel tempo, ma si modifica a seconda delle esigenze e dei problemi delle persone che ne fanno parte. Le aziende dovrebbero imparare ora più che mai a essere antifragili, perché sono fatte di persone e si rivolgono alle persone. Può capitare che la gente inizi a cambiare gusti, che in tutto il mondo si inizi a protestare per un cambiamento culturale o che arrivi una pandemia. 

 

Il virus ha portato a galla i punti deboli di tutti. Molte aziende che non erano strutturalmente preparate ad affrontare il lavoro a distanza o la sospensione temporanea delle attività. Non tutte quelle che hanno assorbito il colpo hanno avuto la prontezza di ripartire con la giusta spinta. La nuova realtà in cui ci troviamo ha reso chiaro che avere degli obiettivi di business chiari non basta, bisogna essere flessibili e reattivi.

 

Ruoli chiari, responsabilità condivisa e trasparenza nella visione sono tre punti di partenza per assicurarci che la nostra azienda sia anti-fragile o che abbia le carte in regole per diventarlo.

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